
La Sapienza di Roma è, per numero di iscritti, l’università più grande d’Europa e
Secondo la Academic Ranking of World Universities, la Sapienza risulta nel 2010 fra i tre atenei più importanti d’Italia[6], insieme all’Università Statale di Milano e all’Università di Pisa
(voce di Wikipedia).
Da una istituzione universitaria così importante ci si aspetterebbe un’attenzione alla selezione dei futuri partecipanti ai corsi universitari anche per le conoscenze linguistiche.
Eppure non è così.
Solo dopo una lunga ricerca sul sito Internet della Sapienza e qualche colloquio con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’università (che non ha saputo illustrarci se e per quali corsi di laurea erano previsti dei requisiti minimi di conoscenza dell’inglese per l’ammissione rimandandoci alla lettura dei singoli bandi per l’ammissione) siamo riusciti ad avere un quadro complessivo della situazione.
Corsi di laurea triennale
Non sono, sorprendentemente, previsti requisiti minimi di conoscenza dell’inglese né prove di comprensione nei test di ammissione ai corsi di laurea con una maggiore proiezione internazionale (Project Management Edilizio, Banca, assicurazione e mercati finanziari, Economia del turismo, delle risorse e della cooperazione internazionale, Scienze del Turismo, Informatica)
Gli unici corsi di laurea triennale nei cui bandi di ammissione abbiamo trovato traccia di una prova di conoscenza della lingua inglese sono:
Ad ogni modo: nessun requisito/livello minimo richiesto ma solo quesiti in lingua inglese che concorrono al punteggio finale del test di ammissione.
Corsi di laurea magistrale
La situazione è più o meno identica a quella illustrata per i corsi triennali. Non sono previsti livelli minimi di conoscenza dell’inglese per l’iscrizione né sono presenti quesiti/prove nei corsi di taglio prettamente internazionale (Intermediari, finanza internazionale e risk management, Management, innovazione e internazionalizzazione delle imprese, Comunicazione scientifica biomedica, Astronomia e Astrofisica, Analisi Economica delle Istituzioni Internazionali, Relazioni internazionali
L’unica eccezione riguarda il corso di laurea in lingua inglese “Intelligenza artificiale e Robotica” per il quale è genericamente richiesta “una buona padronanza,in forma scritta e parlata, di una lingua dell’U.E. diversa dall’italiano” senza menzione di prove di conoscenza di questa lingua.
Corsi di laurea a ciclo unico
Anche qui nessuna traccia di requisiti di conoscenza dell’inglese e nessuna menzione di test di inglese con l’unica, importante, eccezione dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese per il quale è prevista una prova di conoscenza dell’inglese da svolgersi presso sedi di Londra o Cambidge.
Master di primo e secondo livello
Nessuna menzione di requisiti minimi di conoscenza dell’inglese salvo generiche raccomandazioni di “padronanza della lingua inglese”.
Sono previste invece prove di conoscenza dell’inglese in molti Master svolti in lingua inglese.
Conclusioni
Da una delle più famose università italiane ci aspetteremmo un’attenzione maggiore alla verifica della conoscenza dell’inglese nei vari test di ammissione e che tali requisiti divengano sempre più selettivi con il salire del grado di formazione.
Nondimeno ci sembra di poter affermare che tutte le indicazioni sui livelli di conoscenza dell’inglese fornite nei vari casi e sulle prove linguistiche rimangano sempre abbastanza generiche, mai riferite ai livelli linguistici definiti dal Common European Framework of Reference for Languages.
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