I Neet conoscono le lingue?
13 dic 2011

Se c’è una parola che ha descritto meglio di ogni altra negli ultimi mesi il peggioramento della condizione giovanile in Italia questa è: NEET.
NEET è l’acronimo inglese di “Not in Education, Employment or Training“, in italiano né-né, ed indica individui, generalmente tra i 16 ed i 65 anni (benché in alcuni paesi la scuola dell’obbligo non termini necessariamente a 16 anni) che non stanno ricevendo un’istruzione, non hanno un impiego o altre attività assimilabili (tirocini, lavori domestici ecc.) e non stanno cercando un’occupazione.
Il 45° Rapporto Annuale Censis sulla situazione sociale del paese (l’edizione 2011) inquadra un aumento dei NEET nell’ultimo anno che, accompagnato ad un altro dato in peggioramento, ovvero il calo della partecipazione al cosiddetto “apprendimento permanente” degli adulti restituisce prospettive sempre più drammatiche per il nostro paese
Il Rapporto Annuale 2011 affronta in maniera molto dettagliata tutti gli aspetti della educazione e della formazione professionale della popolazione adulta, comprendendo in questa analisi anche uno spaccato sui giovani di età compresa tra 15 e 35 anni che dichiarano di aver soggiornato o di essere all’estero per istruzione (dato comunque sotto la media europea), ma non affronta uno dei temi più importanti della condizione giovanile: la formazione linguistica.
Sorprendentemente il Censis, che nel 2006 è stato protagonista di una ottima ricerca sulla formazione linguistica in Italia, ha completamente ignorato questo aspetto nel rapporto annuale 2011 che pure avrebbe meglio inquadrato, probabilmente, una delle debolezze del sistema formativo e professionalizzante in Italia.
E ha inevitabilmente lasciato senza risposta una serie di domande:
- Qual è il livello di conoscenza delle lingue di questa generazione NEET?
- La formazione linguistica è uno degli aspetti presi in considerazione nella definizione dei NEET?
- Quali sono le esperienze formative preferite per l’apprendimento linguistico nella fascia adulta della popolazione?
(Viaggi all’estero? Corsi di lingua In Italia o soggiorni studio all’estero? - Quante probabilità ha un giovane NEET di uscire da questa condizione con una migliore conoscenza delle lingue?
Ci piacerebbe che il Censis avesse dedicato un po’ di attenzione a rispondere anche ad uno solo di questi interrogativi.
Meglio ancora sarebbe pubblicare un nuovo rapporto sulla formazione linguistica in Italia.
Attendiamo con fiducia…


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